La povertà rimane una delle principali sfide globali, con oltre 700 milioni di persone che vivono in condizioni di estrema indigenza. Nonostante i progressi economici degli ultimi decenni, la povertà estrema persiste in molte regioni del mondo. Secondo la Banca Mondiale, più del 60% delle persone in condizioni di estrema povertà vive in Africa subsahariana, mentre l’Asia meridionale continua a lottare con profonde disuguaglianze.
Questa distribuzione riflette fattori complessi, tra cui instabilità politica, urbanizzazione incontrollata e cambiamenti climatici, che rendono la povertà un problema multifattoriale. Per affrontare questa crisi, è necessario comprendere la sua “geografia” e sviluppare strategie globali integrate.

Secondo il rapporto “Global Multidimensional Poverty Index 2023” delle Nazioni Unite e dell’Oxford Poverty & Human Development Initiative, negli ultimi 15 anni almeno 25 Paesi sono riusciti a dimezzare il loro indice di povertà multidimensionale (Mpi). Tra i successi spicca la Cambogia, che tra il 2014 e il 2021/2022 ha ridotto la povertà dal 5,6 milioni a 2,8 milioni di persone, dimostrando che obiettivi ambiziosi come il Target 1.2 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile possono essere raggiunti. Altri Paesi, come Cina e Gabon, hanno ottenuto risultati significativi in periodi variabili tra 4 e 12 anni.
La nuova geografia della povertà: dove e perché
Negli ultimi anni, la povertà si è spostata geograficamente. Se una volta era concentrata prevalentemente in Asia orientale, oggi le regioni più colpite sono l’Africa subsahariana e alcune parti dell’America Latina e dell’Asia meridionale. I fattori principali che influenzano la distribuzione della povertà:
- Urbanizzazione incontrollata
L’urbanizzazione è spesso vista come un’opportunità per ridurre la povertà, ma nelle città di molti Paesi in via di sviluppo ha creato nuovi problemi. Ad esempio, oltre 1 miliardo di persone vive in insediamenti informali privi di servizi essenziali, come acqua potabile e servizi igienici, secondo le Nazioni Unite. - Conflitti e instabilità politica
Paesi come Yemen, Siria e Afghanistan registrano tassi di povertà estremi a causa di conflitti prolungati e crisi politiche. La guerra genera sfollati, distrugge infrastrutture economiche e riduce le opportunità di sviluppo a lungo termine, come riportato dall’UNHCR. - Cambiamenti climatici
Fenomeni climatici estremi come siccità, inondazioni e cicloni colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili, aggravando la perdita di mezzi di sostentamento e aumentando l’insicurezza alimentare. Secondo un rapporto del World Economic Forum, i cambiamenti climatici sono tra i principali fattori che perpetuano la povertà.
Strategie globali per affrontare la povertà
Affrontare la povertà richiede un approccio integrato e globale. Ecco alcune delle strategie più efficaci:
1. Investire nello sviluppo sostenibile
Secondo l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, promuovere istruzione, sanità e accesso alle risorse naturali è essenziale per ridurre la povertà. Ad esempio, programmi di microfinanziamento e investimenti in infrastrutture rurali hanno dimostrato di migliorare significativamente le condizioni di vita nelle aree più vulnerabili.
2. Rafforzare le reti di protezione sociale
Sistemi di welfare come trasferimenti monetari, sussidi alimentari e accesso gratuito alla sanità possono proteggere le famiglie da shock economici e disastri naturali. Il Programma Bolsa Familia in Brasile è un esempio di successo che ha aiutato milioni di persone a uscire dalla povertà estrema.
3. Promuovere la cooperazione internazionale
Progetti come quelli della Banca Mondiale e del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) mostrano come la collaborazione tra governi, ONG e settore privato possa avere un impatto significativo. L’iniziativa Social Safety Nets ha già raggiunto oltre 2 miliardi di persone nel mondo, fornendo supporto economico e servizi essenziali.
4. Ridurre le disuguaglianze economiche
Politiche redistributive e programmi per aumentare l’inclusione economica, come l’accesso al credito e la formazione professionale, possono ridurre le disparità di reddito e creare opportunità per le comunità più emarginate (CESPI). ti interni Per approfondire l’importanza dello sviluppo sostenibile nella riduzione delle disuguaglianze, leggi l’articolo: “Innovazione e sviluppo sostenibile: un binomio vincente“.
Il ruolo cruciale della cooperazione internazionale
La povertà è una sfida globale che richiede risposte coordinate. La cooperazione internazionale è fondamentale per condividere risorse, conoscenze e tecnologie. Ad esempio, l’International Development Association (IDA) della Banca Mondiale fornisce finanziamenti agevolati ai Paesi più poveri, sostenendo progetti infrastrutturali e sociali.
Eliminare la povertà entro il 2030 è uno degli obiettivi più ambiziosi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Per raggiungere questo traguardo, è necessario combinare approcci locali e strategie globali, puntando su sviluppo sostenibile, protezione sociale e cooperazione internazionale. La lotta contro la povertà non è solo un dovere morale, ma una priorità per garantire un futuro equo e prospero per tutti.
Il Prof. Roberto Raimondi (Cagliari, Sardegna) è un economista dell'innovazione e docente universitario, con esperienza nella cooperazione socio-economica. Attualmente, dirige le relazioni esterne della XII Commissione Parlamentare del Governo Italiano, dove sviluppa politiche sociali e sanitarie. Con un solido background manageriale, ha diretto progetti internazionali in Cina e fondato lo Studio Raimondi nel 2008, focalizzandosi su innovazione e internazionalizzazione delle imprese.
