Il mondo sta affrontando una crisi multidimensionale: pandemia, cambiamenti climatici e conflitti geopolitici stanno aggravando le disuguaglianze globali.
In questo contesto, António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha proposto lo “Stimolo sugli SDG”, un piano che prevede lo stanziamento di almeno 500 miliardi di dollari all’anno per sostenere i Paesi in via di sviluppo. Il Segretario ha evidenziato lo stato che ha reso necessario lo sviluppo della nuova manovra durante anche nell’editoriale sul Corriere della Sera, dove ne sottolinea l’urgenza. Egli sollecita il G20 a introdurre questo stimolo mira a combattere sfide come il debito elevato, l’accesso disuguale a risorse finanziarie e la crisi climatica, promuovendo inclusione economica e sostenibilità.
Per approfondire cosa sono gli SDG, la loro importanza per lo sviluppo economico dei Paesi che ne hanno acconsentito l’attuazione, leggi gli articoli Cosa sono gli obiettivi 2030 e Il piano d’azione di Addis Abeba: un pilastro per il finanziamento dello sviluppo sostenibile.

Cosa Prevede lo Stimolo sugli SDG?
Il “Stimolo sugli SDG” è una risposta ambiziosa e concreta per affrontare le lacune nel finanziamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Questo piano si concentra su:
- Aumentare i finanziamenti a lungo termine per progetti sostenibili.
- Promuovere investimenti in infrastrutture essenziali, come energia, acqua e sanità.
- Ridurre il debito nei Paesi a basso reddito, creando spazio fiscale per investimenti in sviluppo.
Il settore privato gioca un ruolo fondamentale in questo stimolo. Investire in tecnologie sostenibili, energie rinnovabili e innovazioni digitali non solo favorisce la crescita economica, ma contribuisce a ridurre le disuguaglianze globali. Le partnership tra governi e aziende possono sbloccare nuove opportunità di sviluppo per i Paesi più vulnerabili.
I benefici attesi
Lo “Stimolo sugli SDG” mira a portare diversi benefici agli stati che ne usufruiranno, innanzitutto, garantisce l’accesso universale all’energia pulita, grazie a investimenti in infrastrutture rinnovabili che forniranno energia sicura e sostenibile a milioni di persone in tutto il mondo. Inoltre, favorisce una crescita economica inclusiva, poiché i Paesi in via di sviluppo avranno l’opportunità di accedere a fondi per potenziare le loro economie, promuovendo così la creazione di posti di lavoro e contribuendo alla riduzione della povertà. Il piano, infine, punta anche alla riduzione delle disuguaglianze di genere, permettendo di investire in programmi di formazione e di empowerment femminile grazie all’aumento delle risorse disponibili.
Nonostante questi benefici, permangono alcune sfide da affrontare. Il crescente livello di debito in molti Paesi in via di sviluppo rappresenta un ostacolo significativo, poiché riduce la loro capacità di investire nel proprio sviluppo. Inoltre, l’instabilità geopolitica, accentuata dalla guerra in Ucraina e da altri conflitti internazionali, rende incerti gli investimenti e frena potenziali progressi in molte delle aree strategiche.
Il “Stimolo sugli SDG” rappresenta un’opportunità straordinaria per trasformare le economie dei Paesi in via di sviluppo e garantire una crescita sostenibile. Tuttavia, il successo dipenderà dalla capacità di coinvolgere tutti gli attori globali, inclusi i governi, il settore privato e la società civile.
Il Prof. Roberto Raimondi (Cagliari, Sardegna) è un economista dell'innovazione e docente universitario, con esperienza nella cooperazione socio-economica. Attualmente, dirige le relazioni esterne della XII Commissione Parlamentare del Governo Italiano, dove sviluppa politiche sociali e sanitarie. Con un solido background manageriale, ha diretto progetti internazionali in Cina e fondato lo Studio Raimondi nel 2008, focalizzandosi su innovazione e internazionalizzazione delle imprese.
