La cooperazione Sud-Sud è un approccio che privilegia lo scambio di conoscenze e risorse tra paesi in via di sviluppo: non rappresenta solo una strategia di diversificazione delle partnership internazionali, ma un vero e proprio paradigma innovativo per rafforzare autonomia, inclusione e resilienza globale.
Come messo in luce dallo United Nations Office for South-South Cooperation, questa forma di collaborazione sta creando reti di solidarietà e innovazione che sfidano le gerarchie tradizionali della cooperazione globale.
Oltre l’assistenza tradizionale
La cooperazione Sud-Sud si distingue dai modelli tradizionali di aiuto allo sviluppo per diversi aspetti fondamentali. Mentre la cooperazione Nord-Sud spesso implica relazioni asimmetriche tra donatori e beneficiari, la cooperazione Sud-Sud si basa su principi di reciprocità, ownership locale e condivisione orizzontale di esperienze.
È il World Food Programme a porre l’accento sul seguente aspetto: questa modalità di collaborazione permette ai paesi di condividere soluzioni sviluppate in contesti simili, aumentando la probabilità di successo e sostenibilità degli interventi. Paesi che hanno affrontato sfide analoghe possono offrire competenze tecniche, modelli istituzionali e approcci innovativi testati in condizioni comparabili.
Si tratta di dinamiche connesse alle strategie più ampie di sviluppo inclusivo e digitale, come illustrato nell’approfondimento sul digital divide e sviluppo economico, che mette in luce come l’accesso equo alla tecnologia sia cruciale per ridurre le disuguaglianze globali.
Esempi concreti di successo
La cooperazione Sud-Sud ha già prodotto risultati significativi in diversi settori.
- Sicurezza alimentare: Brasile e Ghana hanno sviluppato programmi congiunti per migliorare la produttività agricola attraverso il trasferimento di tecnologie adattate ai climi tropicali e subtropicali, con risultati superiori rispetto alle soluzioni importate da paesi sviluppati.
- Sanità pubblica: L’India ha condiviso la sua esperienza nella produzione di farmaci generici con paesi africani, contribuendo a ridurre drasticamente i costi sanitari e aumentare l’accesso alle cure.
- Tecnologie appropriate: La Cina ha trasferito tecnologie per le energie rinnovabili adattate alle esigenze dei paesi in via di sviluppo, creando soluzioni più sostenibili economicamente rispetto ai sistemi ad alta intensità tecnologica occidentali.
- Innovazione finanziaria: Il modello del microcredito, sviluppato in Bangladesh, è stato adattato e implementato con successo in decine di paesi del Sud del mondo, dimostrando la potenza della condivisione orizzontale di innovazioni sociali.
Questo approccio si affianca ad altri percorsi di cooperazione che si stanno sviluppando nel bacino mediterraneo, come raccontato anche nell’articolo sulla cooperazione nel Mediterraneo.
Vantaggi strategici della cooperazione orizzontale
La cooperazione Sud-Sud offre vantaggi unici che la rendono particolarmente efficace.
Condivisione di contesti: I paesi del Sud spesso condividono sfide simili legate a clima, risorse, strutture sociali e livelli di sviluppo tecnologico, rendendo più facilmente trasferibili e adattabili le soluzioni.
Costi contenuti: Le tecnologie e i modelli sviluppati nel Sud sono generalmente più accessibili economicamente, permettendo una maggiore sostenibilità finanziaria dei programmi di cooperazione.
Ownership locale: La natura paritaria delle relazioni Sud-Sud favorisce un maggiore controllo locale sui processi di sviluppo, riducendo la dipendenza da agende esterne.
Innovazione adattiva: La necessità di operare con risorse limitate stimola lo sviluppo di soluzioni creative e efficienti, spesso più appropriate dei modelli capital-intensive occidentali.
Sfide e prospettive future
Nonostante i successi, la cooperazione Sud-Sud affronta ancora diverse sfide. La limitatezza delle risorse finanziarie disponibili può restringere la portata degli interventi, mentre la mancanza di istituzioni consolidate per il coordinamento può causare duplicazioni e inefficienze.
Inoltre, il rischio di replicare dinamiche di potere asimmetrico esiste anche all’interno della cooperazione Sud-Sud, particolarmente quando paesi emergenti con maggiori risorse (come Cina, India o Brasile) interagiscono con economie più piccole.
Verso una governance multilaterale rinnovata
La crescita della cooperazione Sud-Sud sta contribuendo a ridisegnare la governance dello sviluppo globale. Istituzioni come la New Development Bank dei BRICS o l’Asian Infrastructure Investment Bank rappresentano tentativi concreti di creare alternative alle istituzioni finanziarie internazionali tradizionali.
Questa evoluzione non mira a sostituire completamente la cooperazione Nord-Sud, ma a creare un ecosistema più diversificato e resiliente di partnership per lo sviluppo. L’integrazione tra approcci Sud-Sud e meccanismi triangolari (che coinvolgono anche paesi sviluppati in ruoli di supporto) sta emergendo come una delle formule più promettenti per affrontare le sfide globali del XXI secolo.
La cooperazione Sud-Sud rappresenta quindi non solo un’alternativa pragmatica ai modelli tradizionali, ma un laboratorio di innovazione per una governance globale più inclusiva e democratica.
Il Prof. Roberto Raimondi (Cagliari, Sardegna) è un economista dell'innovazione e docente universitario, con esperienza nella cooperazione socio-economica. Attualmente, dirige le relazioni esterne della XII Commissione Parlamentare del Governo Italiano, dove sviluppa politiche sociali e sanitarie. Con un solido background manageriale, ha diretto progetti internazionali in Cina e fondato lo Studio Raimondi nel 2008, focalizzandosi su innovazione e internazionalizzazione delle imprese.
