Il Piano d’Azione di Addis Abeba è uno degli strumenti chiave per il finanziamento e l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Adottato nel luglio 2015 durante la Terza Conferenza Internazionale sul Finanziamento dello Sviluppo, tenutasi ad Addis Abeba, in Etiopia, il piano rappresenta un quadro globale per il finanziamento dello sviluppo sostenibile. Esso integra le strategie per mobilitare risorse finanziarie necessarie al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), mettendo in evidenza il ruolo delle risorse interne, della cooperazione internazionale e del settore privato.

Gli obiettivi del Piano di Addis Abeba
Il Piano d’Azione si concentra su una serie di priorità chiave per migliorare il finanziamento dello sviluppo sostenibile:
- Mobilitazione delle risorse interne
Rafforzare i sistemi fiscali e di tassazione nei Paesi in via di sviluppo per garantire entrate fiscali stabili e ridurre la dipendenza dagli aiuti internazionali. - Cooperazione internazionale
Promuovere la cooperazione tra i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, facilitando il trasferimento di tecnologie, innovazioni e scienza per sostenere la crescita economica inclusiva. - Settore privato e investimenti
Coinvolgere maggiormente il settore privato nella promozione di modelli di sviluppo sostenibile e incoraggiare investimenti a lungo termine, compresi nuovi modelli di finanziamento pubblico-privato. - Debito e sostenibilità finanziaria
Garantire che i Paesi a basso reddito possano gestire il debito in modo sostenibile e facilitare i processi di ristrutturazione del debito per i Paesi più vulnerabili
Il contesto e l’importanza del Piano
L’adozione del Piano d’Azione di Addis Abeba è avvenuta in un contesto di crescente necessità di risorse per finanziare i progetti di sviluppo. Dopo la crisi finanziaria del 2008, molte economie emergenti e in via di sviluppo si sono trovate ad affrontare debiti crescenti, mancanza di investimenti e bassi livelli di crescita. Il Piano risponde alla necessità di un nuovo modello di finanziamento che sfrutti tutte le risorse disponibili, inclusi il commercio internazionale, gli investimenti diretti esteri e il trasferimento di tecnologie, accanto agli aiuti tradizionali
Il finanziamento dello sviluppo è cruciale per realizzare le ambizioni degli SDG, specialmente per Paesi che devono affrontare sfide significative come la povertà estrema, la fame, la mancanza di infrastrutture e i cambiamenti climatici. Il Piano di Addis Abeba promuove un approccio integrato, che collega politiche fiscali nazionali e aiuti internazionali, per sostenere questi Paesi nella costruzione di un futuro sostenibile.
Il Piano prevede sette aree chiave di intervento per migliorare il finanziamento dello sviluppo:
- Risorse interne, con il rafforzamento delle capacità fiscali e dell’efficienza dei sistemi fiscali nei Paesi in via di sviluppo.
- Investimenti privati e pubblici, promuovendo partenariati pubblico-privati e incentivi per attrarre investimenti responsabili.
- Cooperazione internazionale per lo sviluppo, concretizzando aiuti allo sviluppo più efficaci, mirati e trasparenti.
- Commercio internazionale, al fine di promuovere il commercio come motore della crescita economica inclusiva.
- Rimesse dei migranti, facilitare il trasferimento sicuro e a basso costo delle rimesse, fonte cruciale di reddito per molti Paesi in via di sviluppo.
- Tecnologie e innovazione, investimento e trasferimento di tecnologie sostenibili dai Paesi più sviluppati a quelli in via di sviluppo.
- Debito e finanza, ristrutturazione e gestione sostenibile del debito per evitare che i Paesi più poveri cadano in crisi debitorie
Il ruolo delle nazioni unite e delle istituzioni finanziarie
Uno dei punti di forza del Piano di Addis Abeba è il coinvolgimento di istituzioni finanziarie internazionali come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale e altre banche multilaterali di sviluppo. Queste istituzioni sono essenziali per garantire che le risorse finanziarie siano distribuite in modo equo e che i Paesi in via di sviluppo possano accedere a finanziamenti per progetti di infrastrutture, energia pulita, istruzione e sanità.
Il Piano di Addis Abeba e gli SDG
Il Piano d’Azione di Addis Abeba è strettamente collegato agli SDG, fornendo le basi per il finanziamento necessario al loro raggiungimento. In particolare, il Goal 17 degli SDG si concentra su “Partnership per gli obiettivi”, promuovendo la collaborazione tra governi, società civile e settore privato per mobilitare le risorse necessarie. L’implementazione del Piano è considerata fondamentale per realizzare l’Agenda 2030 in modo efficace. Ho affrontato l’importanza per lo sviluppo inclusivo e sostenibile per cui sono nati gli SDG nell’articolo Cosa sono gli obiettivi 2030.
Il Prof. Roberto Raimondi (Cagliari, Sardegna) è un economista dell'innovazione e docente universitario, con esperienza nella cooperazione socio-economica. Attualmente, dirige le relazioni esterne della XII Commissione Parlamentare del Governo Italiano, dove sviluppa politiche sociali e sanitarie. Con un solido background manageriale, ha diretto progetti internazionali in Cina e fondato lo Studio Raimondi nel 2008, focalizzandosi su innovazione e internazionalizzazione delle imprese.
